Confusi, caotici e innamorati i quarantenni di “Baciami ancora”
Gabriele Muccino e i suoi attori (Accorsi, Favino, Pasotti e co.) presentano alla stampa
il sequel dell'"Ultimo bacio": meno nevrotici, più sentimentali. E soprattutto padri…
Il regista respinge le accuse di furbizia: "Allora Cameron è il più furbo di tutti"
"Racconto problemi reali, ma non sono portavoce della mia generazione"

ROMA - Li abbiamo lasciati, nell'Ultimo bacio, trentenni, confusi, depressi, incerti sul tipo di vita "adulta" da scegliere. Li ritroviamo adesso, nove anni dopo, in Baciami ancora: stesso caos sentimentale, identica inquietudine, i nostri eroi quarantenni – diventati quasi tutti genitori, o aspiranti tali – appaiono meno platealmente nevrotici, rispetto al passato. Ma ancora pronti a mettersi in gioco, a correre, a guardare avanti.
Sequel di uno dei film nostrani più amati, pronta sbarcare in 600 copie nelle sale italiane, l'ultima italiana fatica di Gabriele Muccino – dopo due pellicole hollywoodiane – gioca tutto sull'affetto del pubblico per i suoi personaggi. E in ben 140 minuti, ne racconta le evoluzioni e i tormenti: indugiando, soprattutto, sulle loro vicissitudini amorose, con spirito melò e qualche parentesi comica. Ma questa mattina, incontrando i cronisti, Muccino – che negli Usa tornerà per girare un film di fantascienza con Keanu Reeves - nega che il suo ritorno agli eroi dell'Ultimo bacio sia una soluzione, diciamo così, comoda: "Per anni – spiega – la stampa italiana ha scritto che io sono furbo. Ci sono moltissimi articoli in cui si dice questo dei miei film. Se fare film buoni e che la gente va a vedere vuol dire essere furbo, allora io sono furbo e James Cameron che ha diretto Avatar è il più furbo dei furbi".
E chissà se questo connubio tra mainstream e qualità, in Baciami ancora, risulterà ancora vincente: in attesa del responso del pubblico, il film divide platea di cronisti. Ad alcuni piace, altri ne sottolineano la minore compattezza e autenticità, rispetto all'
Ultimo bacio. Sullo schermo, anche stavolta, la storia è raccontata da Carlo (Stefano Accorsi), che dalla ex compagna Giulia (interpretata da Vittoria Puccini dopo il "no" di Giovanna Mazzogiorno a riprendere il ruolo) ha avuto una bimba, ma poi si è separato. Ma lui continua ad amare la madre di sua figlia, e per questo decide di tentare di riconquistarla.
Non ci sono però solo le dinamiche di questa coppia. Perché se Giulia convive con un nuovo compagno (Adriano Giannini), vicino a Carlo, oltre a una fidanzata più giovane, ci sono i suoi amici storici: Marco (Pierfrancesco Favino), in crisi nera con sua moglie Veronica (Daniela Piazza) a causa della mancanza di figli; Paolo (Claudio Santamaria), fragile e depresso, che tira avanti a psicofarmaci; il Casanova inquieto Alberto (Marco Cocci), che sogna di andare in Brasile; l'irriconoscibile Adriano (un Giorgio Pasotti imbruttito da un'orrenda parrucca), che da dieci anni non vede il figlio avuto con la ex, Livia (Sabrina Impacciatore). E che incontra un'altra madre (Valeria Bruni Tedeschi)…
Questi i temi e i personaggi di un film che, secondo il suo autore, non è affatto un affresco generazionale: "Non volevo fare un film sui quarantenni – dichiara – così come L'ultimo bacio non voleva essere un film sui trentenni. Vero è che alla mia età vedo tanti uomini disorientati, spesso a causa di un rapporto troppo complesso di coppia. Anche perché le grandissime aspettative della società rendono i legami tra uomo e donna difficili. Ma non ho una conoscenza della vita tale da poter essere identificato come uno che può addirittura essere il portavoce di una generazione, se no non avrei fatto tutti gli errori che ho fatto".
Muccino poi sottolinea una differenza importante, rispetto all'Ultimo bacio, è la presenza importante dei figli: "I collassi familiari ovviamente si riverberano su di loro – dice – è un fenomeno recente, questo: solo quando i bambini di adesso cresceranno, potremo capire la portata dei danni. Ma io, come padre e come cineasta, sento molto questa responsabilità".
Gli attori, invece, hanno sentito un altro tipo di responsabilità: far rivivere personaggi molto amati. "Il mio Carlo vive una maturazione, è più sincero con se stesso agli altri", spiega Accorsi. Pasotti sottolinea la sua "incredibile tenerezza" per Adriano. Favino si compiace del fatto che Muccino abbia "intuito le possibilità brillanti del ruolo che interpreto". Valeria Bruna Tedeschi, uno dei volti nuovi del film, ammette di essersi sentita, sul set, "una marziana". Ma la prova più difficile era quella di Vittoria Puccini, che ha ereditato la Giulia di Giovanna Mezzogiorno: "Non è stato facile – confessa – ho dovuto vedere l'Ultimo bacio una quindicina di volte, per farmi entrare il personaggio dentro". Con che risultati, spetta al pubblico stabilirlo.
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